venerdì 24 marzo 2017
 
 
 
UNIVERSITA' DI AGRARIA

 Un luminoso passato
Nel 1865, il Dottore in Agraria Carlo Ohlsen propose al Consiglio Provinciale di Napoli l'acquisto di un immobile da destinare ad Istituto Superiore di Agricoltura. La Provincia di Napoli iniziò, così, le trattative per l'acquisto della Tenuta Reale di Portici con la Direzione Generale del Demanio e Tasse cui era passata la stessa dopo la partenza definitiva di Francesco II. Contemporaneamente, anche il Comune di Portici era interessato all'acquisto della Tenuta per fondarvi una Scuola Pratica per contadini. Le trattative per la vendita proseguirono a vuoto per molto tempo, ma quando nel 1868 fu annunciata l'intenzione di istituire a Milano una Scuola Superiore di Agricoltura il progetto dell'Amministrazione Provinciale di Napoli riapparve e il Consiglio Comunale di Portici vi si associò. Dopo numerosi ostacoli, con l'approvazione di un'apposita legge firmata dal Re il 3 luglio 1871, Provincia e Demanio fissarono in 720.000 lire il prezzo definitivo per la vendita della Tenuta; "la legge sanzionava semplicemente la vendita della Tenuta però nella relazione è detto che essa veniva proposta alla Camera perchè la Provincia di Napoli voleva valersi di quella proprietà per la fondazione della Scuola Superiore: questo fatto, quindi, e quello della compera da parte della Provincia hanno tra loro un nesso tale per cui il secondo non sarebbe avvenuto senza il primo".
La Scuola Superiore di Agricoltura di Portici fu istituita con Decreto del 14 gennaio 1872 e a carico del suo bilancio fu fondata anche una scuola per contadini con sede nel Parco Gussone.
Nell'anno 1873 furono istituiti i primi corsi, nell'anno accademico 1893-94 il corso di studi passò da tre a quattro anni e nello stesso anno la scuola assunse la denominazione di Istituto Superiore Agrario. Nell'anno accademico 1935-36, in seguito al passaggio al M.P.I., l 'Istituto assunse l'attuale nome di Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli.
Oggi la Facoltà offre tre corsi di laurea (Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie alimentari, Biotecnologie - indirizzo Biotecnologie agrarie e vegetali), due corsi di Diploma Universitario (Produzioni Vegetali, Tecnologie Alimentari) e vede operativi otto dipartimenti.
La stessa è stata frequentata, come docenti, da personalità illustre quale Francesco Saverio Nitti, poi Presidente del Consiglio, Oreste Bordiga, uno dei padri nobili del comunismo italiano, Orazio Comes, botanico di fama mondiale, Filippo Silvestri, fondatore di una scuola entomologica ancor oggi apprezzata in tutto il mondo, Manlio Rossi Doria, insigne economista e l'agronomo Emanuele De Cillis.

....da "Azione Sociale" maggio 1999
Dott.Paolo Mori

 

Quale futuro?
L'Amministrazione Provinciale, dopo un totale disinteressamento finanche nel periodo del terremoto (le travature di sostegno sono state messe in opera dall'Università), solo negli ultimi 5-6 anni, ha mostrato un sospetto interesse per la Reggia Borbonica sovvertendo quello che era stato il fine fondamentale dell'acquisto ("l'istituzione di una Scuola Superiore di Agricoltura"), mostrando ottusità e incompetenza, sia nei riguardi della nostra Città sia nei riguardi della storia stessa della Facoltà e gestendo in maniera sconsiderata l'enorme patrimonio culturale da essa rappresentato. Con l'annunciato trasferimento della Facoltà a Secondigliano, sarebbero abbandonati all'incuria l'Orto Botanico e il Bosco Superiore, attualmente gestiti dalla Facoltà stessa, così come è avvenuto per il Bosco Inferiore, sottratto per anni al godimento dei cittadini porticesi e seriamente danneggiato nel patrimonio arboreo dagli ultimi interventi di potatura. Sarebbero sprecate le risorse finanziarie fino ad ora investite per allestire le strutture laboratoriali e dipartimentali della Facoltà, poste al 2° piano della Reggia e nel Parco Gussone, inoltre, si perderebbe l'indotto economico legato alla vita universitaria. La zona dei musei recentemente allestita nel sito Borbonico non risulta, contrariamente a quanto si afferma, incompatibile con la vita universitaria e la mancanza di spazi lamentata anche dai vertici della Facoltà potrebbe essere risolta con la ristrutturazione della restante parte dell'adiacente Palazzo Mascabruno, già parzialmente utilizzato dalla Facoltà stessa, e/o di altre strutture presenti sul territorio porticese.

 

La battaglia per la permanenza della Facoltà di Agraria

La storia di Portici è strettamente legata alla storia della Facoltà di Agraria dell'Università di Napoli "Federico II": un legame che risale ad oltre cento anni fa, quando, il 14 gennaio 1872, fu fondata la Regia Scuola di Agricoltura nella residenza estiva dei Borbone.
La stipulazione del protocollo di intesa tra Università, Comune di Napoli e Regione Campania con la quale è stato deciso lo spostamento della Facoltà nel quartiere napoletano di Scampia, rischia di interrompere questa storia comune.
Sin da quando si è prospettato lo spostamento dalla Facoltà, l'Amministrazione comunale di Portici ha immediatamente reagito per evitare il realizzarsi di questo progetto.
La convinzione che la Facoltà di Agraria debba rimanere in territorio porticese nasce dall'esigenza che Portici non perda la sua connotazione di città universitaria e che la stessa Facoltà non sia privata di quelle strutture, i laboratori, l'orto Botanico, il Bosco reale, che ne costituiscono gli indispensabili supporti scientifici e didattici.
Pertanto, con la duplice finalità di soddisfare le esigenze didattiche e logistiche della Facoltà, ma anche allo scopo di rilanciare il sito reale, rendendolo cornice ideale per mostre ed eventi culturali di valenza internazionale, l'amministrazione si è attivata per offrire valide scelte al Palazzo Reale.
Di qui le proposte di ubicare la Facoltà a Palazzo Caposelle, per la cui ristrutturazione sono già pronti il progetto esecutivo e i finanziamenti, o a Palazzo Mascabruno, antica sede delle Regie Scuderie.
Il Comune ha affermato, più volte e con forza, la volontà di conservare questa importante parte del proprio patrimonio presso tutte le sedi istituzionali coinvolte: dalla stessa Università, alla Regione, al Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica. La posizione dell'Amministrazione è, quindi, ferma e decisa: offrire alla Facoltà una sede idonea ed efficiente per non permetterne l'allontanamento e nel contempo, restituire la Reggia alla fruizione dei cittadini ed alla sua antica vocazione di sede museale.

 

 
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