martedì 21 febbraio 2017
 
 
 
IL CICLISMO
Anche nel ciclismo la S.S. Portici, la polisportiva che per decenni ha rappresentato il fulcro dello sport porticese, ha trovato modo di far parlar di sè. Nella gara di resistenza Portici - Castellammare e ritorno organizzata sotto il suo patrocinio, ben cinque dei suoi corridori conquistarono le prime cinque posizioni. Precedentemente, altri suoi ciclisti erano stati presenti in manifestazioni di maggior spicco. Tra questi sono da ricordare: Umberto Jacomini e Gaetano Gargiulo, i veri precursori del ciclismo porticese. Fin dal 1907 i loro nomi sono presenti in gare come il Gran Premio ciclistico Peugeot per il quale lo stesso Gargiulo partecipò alla finale, a Torino, nel luglio dello stesso anno. Inoltre, in quegli anni nacque anche un circolo, legato alla fiorente S. S. Portici ed intitolato a G. Geibi, porticese che partecipò nel 1913 al 5° Giro d'Italia. A questo circolo sono da attribuire le più belle manifestazioni ciclistiche vesuviane. Fra tutte la più importante fu la coppa Geibi che nel maggio 1913 vide alla partenza, data dallo starter, l'onnipresente De Biase, numerosi ciclisti provenienti da tutta la provincia. Sessanta chilometri di gara da percorrere su strade di campagna piene di buche, polvere e sassi, dove una bucatura o le varie "scalate" con bicicletta in groppa potevano pregiudicare la vittoria. La corsa vide la vittoria di Ezio Bagattini dell'Unione Sportiva Cercolese, mentre i porticesi Giordano Vincenzo, Tammaro Antonio, Gargiulo Luigi, Ascione Umberto, Mazza Virgilio, Marinucci Guido e Testa Giuseppe si piazzarono tra la nona e la diciassettesima posizione. Il vero grande campione, però, Portici lo ebbe in Ezio Ascione. La sua fama  e la sua bravura corsero dagli Appennini alle Ande, vincendo in casa le gare ciclistiche Costa d'Amalfi nel 1910 e la Coppa Cioffi nel 1911, e affermandosi infine campione internazionale con la vittoria della tappa San Pedro-Rosario e del Gran Premio della Reaccioni del Rosario in Argentina nel 1913.

La tradizione ciclistica continuò anche dopo. Numerosi furono i porticesi che parteciparono a varie manifestazioni e gare ciclistiche. Il figlio di Cristoforo Varlese, Pasquale, a soli nove anni, nel 1928, completò il Giro del Vesuvio di SS Km, tenendo testa agli avversari più quotati. Senza riportare grandi risultati, ma con spirito puramente dilettantistico, ricordiamo i porticesi che si cimentarono in questa disciplina: Giuseppe Di Maio, Cristoforo Varlese, Gigino Perone, Vincenzo Fusco, Vincenzo Pignalosa, Luigi Borrelli, Renato Santaniello, Giuseppe Ascione, Pietro Barsi, Ciro Manna e Umberto Neri. Oggi di questa gloriosa tradizione non resta quasi più nulla, c'è solo il Gruppo Sportivo Battaglini, il cui unico traguardo è riuscire a trovare una strada silenziosa e deserta per gli allenamenti. L'ultimo recordman del pedale è stato Antonio Curci, che nel 1968 ha guadagnato la medaglia d'Argento nel Campionato Italiano di velocità esordienti a Forlì. La sua luminosa carriera l'ha visto sei volte azzurro da dilettante 13 volte campione Campano su pista ed una volta di III° serie su strada. Detiene ancora il record della pista dell'Arenaccia: 11 secondi sul chilometro da fermo.

 
 
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