martedì 21 febbraio 2017
 
 
 
IL CALCIO
Portici vanta una tradizione calcistica antichissima, anche se priva di continuità. Questo sport, oggi sicuramente il più popolare e seguito dagli italiani, comparve in Italia tra il finire dell'ottocento e l'inizio del novecento. A Portici in particolare, i primi calci ad un pallone furono tirati all'incirca nel 1910, per merito di studenti iscritti a quella che si chiamava Scuola Superiore di Agraria. A Napoli la situazione calcistica era certamente più evoluta: la prima squadra di calcio, denominata Naples Cricket and Football Club, fu fondata nel 1904 ad opera di un britannico, tale James Potts. Bisogna arrivare al 1913 per trovare un articolo de "Il Mattino" dedicato ai giovani sportivi vesuviani. Proprio quell'anno, la Società Sportiva Portici, fondata nel 1906, disputò il suo primo incontro ufficiale di calcio, ad Agnano, affrontando la S.C. Italia, formazione napoletana. Al termine di un incontro durato oltre due ore, vittoria porticese con il punteggio di 1-0. Abbiamo poi notizia di un altro incontro amichevole, l'anno successivo, contro la F.B.C. Stabia: risultato finale 3-3. La Grande Guerra condizionò parecchio lo sviluppo dello sport, a causa della chiamata alle armi cui furono sottoposti tanti giovani. Il calcio in particolare stentava a decollare, specialmente a Portici dove per contro era grande l'interesse per l'atletica e per il ciclismo. Agli inizi degli anni '20 la squadra di calcio della Società Sportiva Portici, cominciò a partecipare ai campionati minori. Però dal 1924 al 1930, praticamente il calcio sparì, nonostante quelli fossero anni in cui il fenomeno andava estendendosi in tutto il resto del Paese. Un problema che da subito afflisse i calciatori porticesi degli anni '30, fu quello del campo su cui disputare le partite. L'unico spazio disponibile e adatto, fu denominato "Rattacaso", perchè era un rettangolo polveroso, pieno di buche e pietre che "grattugiavano" ginocchia e palloni. Quel campo fu occasione di aspre contese con il Podestà di Resina che pretendeva dai porticesi una sorta di gabella in cambio del suo utilizzo. Finì spesso in rissa. All'inizio del nuovo ciclo, i calciatori porticesi si limitarono a disputare incontri amichevoli contro le squadre vesuviane. Nel 1933, Portici ritornò ad essere rappresentata ufficialmente nelle gare calcistiche partecipando al campionato U.L.I.C. (Unione liberi calciatori italiani). Il risultato fu eccellente, tanto è vero che l'anno successivo la squadra fu iscritta al campionato di III categoria. Merita un ricordo, l'incontro amichevole disputato contro il Napoli di Sallustro. Si giocò a San Giorgio alla presenza di oltre mille spettatori. Risultato finale, 6-1 per il Napoli.
Il campionato di III categoria fu un trionfo, alla fine il Portici vinse battendo in finale il Dopolavoro Banco di Napoli e fu iscritto al campionato di II categoria. Gli anni '30 furono in definitiva ricchi di soddisfazione per gli sportivi porticesi.La Seconda Guerra Mondiale impose un altro doloroso fermo alle attività sportive, e si dovette aspettare il 1945 per rivedere competizioni agonistiche. Il 1945 è stato un anno irripetibile per il calcio porticese: Giovanni Caiazzo, commerciante in tessuti, divenne presidente della S.S. Portici alla fine del conflitto e iscrisse la squadra di calcio al Campionato Misto, il campionato più importante dell'epoca. Parteciparono dieci squadre e alla fine del torneo prevalse lo Stabia mentre i porticesi si classificarono al quinto posto. La presidenza di Caiazzo fu caratterizzata da un ingaggio sensazionale per l'epoca: arrivò a Portici Italo Romagnoli, attaccante proveniente dalla Lazio. Alla società capitolina, Caiazzo versò 450.000 lire. Romagnoli, ex giocatore del Napoli, fu convocato più volte in nazionale da Cesare Pozzo. Era dotato di capacità acrobatiche tali che fu definito "l'uomo di gomma". Si racconta che durante una partita un arbitro gli annullò un gol perchè... "era volato troppo in alto".  Dopo l'esaltante esperienza del Campionato Misto, Caiazzo iscrisse la squadra al campionato di serie C. Il Presidente allestÏ una formazione di tutto rispetto, ingaggiando un tecnico molto stimato, un livornese di nome Pietro Piselli. La squadra disputò un paio di campionati molto lusinghieri: nel '46-'47 si classificò addirittura al terzo posto. Poi, nel campionato '47-'48 l'amara sorpresa: i risultati furono tanto scadenti che arrivò la retrocessione. Portici non sarebbe mai più stata rappresentata in serie C. Caiazzo, sull'orlo della rovina, passò la mano.
 Dopo di allora, il calcio a Portici Ë sopravvissuto nei campionati minori oscillando tra dilettantismo e semiprofessionismo. Nella prima metà degli anni '70, la formazione ha militato nel campionato di Serie D. Poi, nuovo declassamento in Promozione.Unico sussulto per il calcio porticese, l'inaugurazione nel 1985 del moderno e funzionale stadio "S. Ciro".  Attualmente, il Portici milita nel campionato di Eccellenza.
 
Rosario Iannuzzi
 
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