lunedì 23 ottobre 2017
 
 
 
IL CARDELLINO
da......Operazione "CANTO LIBERO"
Campagna contro l'uccellagione a danno del cardellino.
Promossa dall'Ente Parco Nazionale del Vesuvio.

Il Cardellino (Carduelis carduelis)
E' un passeriforme appartenente alla famiglia dei Fringillidi, un gruppo tassonomico che comprende uccelli canori e colorati diffusi su quasi tutto il pianeta. In Europa, oltre al Cardellino, sono particolarmente noti Verdone, Fringuello, Verzellino, Lucherino, Fanello, Ciuffolotto, Crociere, Frosone e Peppola, tutti animali dai colori intensi e dal canto possente. Il Cardellino, protagonista di molte melodie della canzone napoletana con il nome dialettale di Cardino, Ë distribuito su tutto il continente europeo, dalle Azzorre alle steppe siberiane, dalla Scandinavia meridionale al Nord-Africa.
E' inconfondibile per il piumaggio bruno sul dorso con le ali nere attraversate da una banda gialla, il petto e il ventre sono bianco-ocra e il capo è nero con guance bianche e una tipica mascherina rossa.
Non è facile distinguere il maschio dalla femmina attraverso il piumaggio in quanto le differenze consistono nella differente ampiezza dei colori del rosso e del nero nella maschera facciale. In volo Ë riconoscibile per la vistosa banda gialla che risalta sul nero delle ali e per il tipico cinguettio che emette ad ogni battito d'ali. E' lungo una dozzina di centimetri e arriva a pesare da adulto fino a 16 grammi.
Il Cardellino frequenta ambienti aperti ricchi di piante cespugliose ed erbacee produttrici di semi. Particolarmente appetiti sono i semi di cardo. Frequenta anche aree con alberi radi, frutteti, zone coltivate e ambienti urbani.
Oltre alla presenza delle piante di cardo ed altre specie, Ë legato anche alla presenza del Cipresso, albero che predilige per la nidificazione.
Nel territorio del Parco frequenta le ampie distese di ginestre, arricchendole con il suo colore e i suoi canti, la vegetazione pioniera dei suoli lavici, i frutteti e i vigneti, le pinete dove gli alberi sono più distanziati, la macchia mediterranea e i valloni più aperti.
E' frequente anche nei giardini urbani e nei cimiteri. La specie è più abbondante nella stagione invernale rispetto a quella riproduttiva, in quanto in inverno si aggiungono anche stormi di individui migratori provenienti da zone più fredde del Nord-Europa.
In inverno, inoltre, si fa più gregario e si sposta in grossi stormi, fatto che rende più facile la ricerca del cibo; in primavera, con l'avvio della stagione riproduttiva e con le forti esigenze alimentari dei piccoli, si rende necessario diventare territoriali. L'attività riproduttiva inizia a marzo.
Il nido è posto su di un albero, e più raramente su di un cespuglio. Consiste in una coppa ordinata e compatta di muschio, radici, erba, licheni, lana e piumino vegetale; rivestita internamente con piumino vegetale e lana, a volte anche con peli e piume. E' costruito dalla femmina e raramente il maschio collabora trasportando del materiale.
Vi sono deposte 4-6 uova di colore chiaro con piccole macchie marrone o porpora, sono covate dalla femmina per 12-14 giorni, periodo in cui è alimentata dal maschio. I pulcini sono poi nutriti da entrambi i genitori e dopo circa due settimane lasciano il nido, trattenendosi nelle vicinanze per almeno un altro mese reclamando ancora il cibo dai genitori. I giovani nei primi mesi di vita sono facilmente riconoscibili per non avere ancora la mascherina rossa facciale.
La bellezza dei colori e il canto melodioso hanno costituito per il Cardellino un incredibile motivo di persecuzione da parte dell'uomo che ha escogitato metodi, anche cruenti, per catturarlo e condannarlo alla vita in gabbia.
Il Cardellino viene catturato da giovane nel nido per abituarlo fin da piccolo alla vita in cattività oppure con particolari reti a trappola con la tecnica dell'uccellagione.
Questa consiste in un metodo di cattura particolarmente crudele, in quanto vengono collocate piccole gabbiette con dentro esemplari accecati o tenuti per gran parte dell'anno al buio, e quindi molto canterini perchè ritengono che ogni barlume di luce possa rappresentare l'arrivo della primavera.
 
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