martedì 27 giugno 2017
 
 
 
PORTICESI FAMOSI
A loro hanno intitolato piazze, vie, campi di calcio, edifici pubblici, scuole ed aule o dedicato elogi sulle lapidi.

Acton Carlo , Napoli 25 agosto 1829, Portici 2 febbraio 1909

Compose musica da camera e sacra, romanze e canzoni per orchestre a plettro.
Da giovane compose melodie napoletane raccolte e pubblicate da Girard: la serenata, la nnammurata, la panettera, la acquaiola, lo nnammurato pacenziuso, lo ciuccio de Cola, la stolarella, lo sfelenzo (uomo dai panni laceri, morto di fame).


Ago Giovanni , Portici 30 luglio 1886, Taranto ?

Altro autore di canzoni napoletane come poeta. Ammore luntano, 1904 fu edito da La canzonetta.
Molto popolare durante la grande guerra per due motivi in italiano, la bella Pina del 1915 e Ninetta (la figlia del sergente) del 1916. Ufficiale della marina militare pluridecorato. Dal '40 al '50 fu consigliere comunale a Taranto dove si era trasferito.


Aiello Ciro , Portici 22 novembre 1900 , Cielo del Mediterraneo 22 luglio 1943

Colonnello pilota nel 1938 ad Alcaniz costretto ad atterrare in campo nemico venne catturato e condannato a morte. La notte prima dell'esecuzione convinse i due guardiani a disertare e a seguirlo. Decorato con medaglia d'argento. Comandante della scuola allievi ufficiali piloti, lascio la scrivania per gli aerei da combattimento. Il suo S81, decollato da Palermo non arrivò mai a destinazione. Erano le ultime settimane di guerra.


Aprea Federico , Portici 22 maggio 1835 , Portici 5 giugno 1912

Il pittore dei morti: chiamato dai parenti quando le foto erano ancora un lusso, gettava una maschera di gesso al defunto e ne ricavava il ritratto. Era una necessità, egli preferiva invece illustrare scene religiose. All'arte arrivò dopo il fallimento dell'azienda familiare, una fabbrica di nastri di seta.
Schivo, umile, non firmava quasi mai i suoi quadri. Di rilievo un San Giuda Taddeo, destinato alla chiesa di S.Pasquale.



Arlotta Enrico , Portici 1851 , Napoli 1933
Economista e politico, fu seguace di Francesco Crispi e poi di Sidney Sonnino e di Antonio Salandra. Protagonista della vita amministrativa di Napoli dopo il colera del 1884 collaborò al piano di risanamento della città. Fu deputato dal 1897 al 1919, senatore dal 1919, ministro delle finanze nel governo sonnino dall'11 dicembre 1909 al 31 marzo 1910 e ministro dei trasporti con Boselli dal 18 giugno 1916 al 15 giugno 1917.


Ascione Beniamino, Portici 4 maggio 1895 Portici 29 novembre 1977

L'uomo delle noci: con una lancetta di microscopio scolpì centinaia di figurine colorate, alte da 4 mm a 1 cm, che sistemava in grosse noci munite di cerniera. Plasmate in una originale materia plastica, le figurine rappresentavano episodi della divina commedia e della Bibbia. Pittore, intagliatore, studioso, bibliofilo, imbalsamatore, collezionista instancabile: casa Ascione in villa Meola era un piccolo museo di animali impagliati, fossili, minerali ex libris, farfalle, medaglie, distintivi, cartoline, cimeli di guerra. Tra le monete, una a forma di croce, pesante 590g adoperata dai Baluba del Congo per acquistare una sposa. Da ragazzo Ascione era stato allievo dei pittori Aprea e di Gustavo Girosi. Dopo cinque mesi di guerra fu catturato dagli austriaci e rimase per tre anni prigioniero nel campo di Mathausen: la sua baracca si trasformò in un circolo di artisti. Disegnatore e bibliotecario dell'istituto di entomologia per trent'anni dipinse moltissime tele (tra cui un gigantesco Adamo ed Eva scacciati dal paradiso) e realizzò un presepe e un calvario su blocchi di pietra vesuviana ricchi di zolfo e di ferro. Non era uno storico, ma il suo libro su Portici, di oltre 500 pagine è una prova d'amore per la sua città e un inventario ricchissimo di notizie. Ai funerali di questo straordinario autodidatta c'erano pochissime persone. La biblioteca e le raccolte sono andate disperse tra i nipoti, e molti pezzi sono ormai perduti. Una parte delle noci è conservata, per sua volontà, nella chiesa napoletana di S.Lorenzo Maggiore.


Bellucci Sessa Francesco, Napoli 5 giugno 1844 , Portici 6 febbraio 1919


Porticese di elezione. Avvocato, professore di diritto civile, presidente del consiglio di disciplina del tribunale di Napoli, anticipatore della legislazione in materia dei diritti dell'infanzia. Come politico, fu consigliere e assessore del comune di Napoli e leader dell'opposizione a Celestino Summonte. Gli è stata intitolata la strada in cui abitò per quasi tutta la vita.


Bottigliero Eduardo ,  Portici 8 aprile 1864 , Portici 16 marzo 1937

Sacerdote, compositore di musica sacra, fondò a Napoli nel 1902 una schola gregoriana. Eseguita anche all'estero la sua opera per oratorio Il Davide.


Campana Antonio Maria Gaspare , Portici 11 dicembre 1772 , Vienna 28 febbraio 1841

Capitano della repubblica partenopea, protagonista della battaglia di Ponticelli. Il 17 maggio del 1800 passò al servizio della Francia. Comandante degli ingegneri geografi della repubblica Cisalpina. Ferito nella guerra del 1821 contro il piemonte. In Austria conquistò il grado di generale maggiore e il titolo di cavaliere di Spluegenberg.



Candia Marcello , Portici 27 luglio 1916 , Milano 31 agosto 1983

Il dottor Schweitzer italiano: da missionario laico ha fondato ospedali e lebrosari in Amazzonia, dopo aver venduto tutto per raggiungere i poveri lontani. La sua vita piena di dolori-morte, dalla giovane e religiosissima madre, cinque infarti, un operazione al cuore, insonnia ed emicrania perenni e straordinarie gioie cominciò a Portici, dove nacque da genitori milanesi. Qui trascorse la prima infanzia. Dopo una doppia laurea in chimica e biologia entrò nell'industria paterna, riservando il tempo libero all'assistenza ai reduci di guerra ed alla redazione di una rivista missionaria. Alla morte del padre Camillo nel 1950 assunse la direzione dell'azienda e cominciò a studiare con monsignor Pirovano la possibilità di fondare un ospedale in Brasile. Fermato da uno scoppio che distrusse lo stabilimento, finalmente partì nel 1958. Macapà, Grajau, Balsas, Marituba, Prata, Portovelho, Santana: tante opere, tante bandierine sulla carta della solidarietà. Ogni ospedale, ogni casa, ogni scuola di dattilografia o di cucito sono stati affidati a missionari camilliani ed a personale locale, perchè niente restasse legato alla sua persona. Migliaia di esami contro la lebbra e altre malattie micidiali, la spola lungo i fiumi dell'interno a bordo di un barcone sanitario alla ricerca di gruppi isolati di indigeni da curare. Giorgio Torelli nell'80 gli dedicò una biografia da ricco che era, venduta in centomila copie. Nell'82 il presidente Pertini gli consegnò il premio Feltrinelli per un'impresa eccezzionale di alto valore morale e umanitario; gli dedicarono una serata d'onore alla Scala. Quando morì, divorato da un cancro al fegato, nelle foreste amazzoniche rimbalzò un grido come un pianto: “Marcello Faleceu Marcello Faleceu!” marcello è morto. Adesso voglio collocare una sua statua su una guglia del duomo di Milano. A Portici il centro La Pira ha proposto di intitolargli un premio ed una strada.

Capitelli Domenico , San Tommaso di Capua 1794 , Portici 1854

Giurista e uomo politico dal 1819 al 1828 resse a Napoli una scuola privata di diritto ispirata al pensiero di Gianbattista Vico. Nel gennaio febbraio 1848 lottò con Poerio e Troja per le libertà costituzionali. Fu deputato per le province di Napoli e di terra di lavoro e presidente della camera. Quando caddero le speranze liberali, si ritirò a Portici dove morì durante l'epidemia di colera.
Il figlio, conte Guglielmo, curò la pubblicazione di una raccolta di discorsi e di interventi.


Caraccioli Marino , Portici 17 giugno 1668 , Vienna 18 febbraio 1720

Poeta e prosatore, mecenate ed avventuriero. Fu consigliere prediletto di Carlo VI imperatore d'Austria.


Cardano Gioacchino , Portici 1841 , Portici 1915.

Una lapide murata sulla facciata della sua casa in via Gravina lo definisce soldato del risorgimento, fondatore del battaglione garibaldino. Egli inquadrò precursore e primo tra i credenti quella italica giovinezza che liberò l'alpe dal servaggio.


Carlo IV re di Spagna , Portici 1748 , Napoli 19 gennaio 1819

Figlio di Carlo III salì al trono di Spagna il 13 dicembre 1788. Ghigliottinato a Parigi da Luigi XVI partecipò alla guerra contro la Francia ma dopo due anni fu costretto a una sostanziale resa, sancita il 22 luglio 1795 con il trattato di Basilea che costringeva la Spagna a cedere una fetta di Santo Domingo. Suo malgrado alleato della repubblica francese, fu trascinato nell'avventura antiinglese che sfociò nel disastro di Trafalgar: in quella celebre battaglia navale del 21 ottobre 1805 la flotta inglese dell'ammiraglio Nelson sbaragliò gli spagnoli nonostante la morte del comandante. Debole e incerto fu dominato dai favoriti di corte, e soprattutto succube di Godoy sedicente principe della pace, l'ambizioso amante di sua moglie Maria Luisa di Parma. Tentò invano di diseredare il figlio Ferdinando, che guidava la fazione avversa a quella di Godoy. Chiamato ad arbitrare la disputa, Napoleone ne approfittò per far entrare le sue truppe in Spagna. Dopo aver ceduto la corona a Ferdinando il 24 marzo 1808 Carlo la pretese e la riottenne per abdicare definitivamente nelle mani di Napoleone. Visse gli ultimi giorni tristi a Roma e poi a Napoli.


Carnevale Gennaro , Portici 1 settembre 1919 , Mare mediterraneo 16 aprile 1941


Era un promettente calciatore del Portici quando scoppiò la guerra. Fu imbarcato da fuochista sul caccia torpediniere Alberigo. Giace in fondo al mare nel silurante affondato mentre scortava un convoglio attaccato da soverchianti forze navali nemiche. Aveva 21 anni. Croce di guerra al valore militare.


Cautiero Giacomo , Portici 20 giugno 1891 , Portici 12 ottobre 1946

Medico, cattedratico, allievo di Giovanni Castronuovo, discendeva da una stirpe di clinici e farmacisti (al principio del '900 i Cautiero possedevano a Portici tre farmacie). Capitano medico nella grande guerra, tornò dal fronte con una medaglia al valore e i postumi di un'asfissia da gas che ne minarono la fibra.

Cocozza Salvatore , Portici 4 giugno 1911, Sidi El Barrani 9 dicembre 1940

Medaglia d'argento al valore. Dottore in agraria, saltatore in alto della S.S Portici, dirigente della confederazione dei contadini di Avellino, fu richiamato alle armi nel 1940 come tenente e partì per l'Africa settentrionale come comandante di una batteria. Più volte ferito nella battaglia contro gli Inglesi, resistette al suo pezzo fino alla raffica di mitragliatrice finale.


Comez Orazio , Monopoli 11 novembre 1848 , Portici 12 ottobre 1917

Direttore dell'istituto di botanica dal 1 marzo 1906 fino alla morte, diede un impulso determinante allo sviluppo dell'orto botanico porticese. Tuttora attuali i suoi studi sulla coltivazione del tabacco.


De Fazio Giuliano Pasquale Ciro , Portici 7 aprile 1773 , Portici 1835

Figlio di Pietro duca di Gravina, fu ingegnere apprezzatissimo. Con Michele tenore guidò la costruzione dell'orto botanico di Napoli, aperto al pubblico il 18 maggio 1809. fu soprattutto uno specialista di ingegneria portuale e pubblicò nel 1828 due importanti saggi sull'argomento.


Della Torre Ernesto , Adro 26 marzo 1844 , Portici 21 novembre 1913

Uno dei mille. Ferito a Palermo, fu nominato ufficiale sul campo da Garibaldi: aveva 16 anni. Ferito ancora a Bezzecca nel 1866 e a Valle Corsa nel 1867, prigioniero a castel Sant'Angelo dal governo papalino, sfuggito alla condanna a morte il bresciano portò le sue cicatrici a portici, dove trovò una moglie, Clorinda Spedaliere, fondò il giornale “il Vesuvio” e apri nel 1885 una tipografia tutt'ora in attività. Mentre si sviluppava la sua impresa commerciale, fu presidente dell'associazione dei superstiti delle patrie battaglie. Tra le sue cento decorazioni preferiva la medaglia al valor civile per l'assistenza ai colerosi del 1884 e la croce di cavaliere del lavoro.


Fanelli Mario , Portici 20 ottobre 1885 , Napoli 11 gennaio 1912

Era nato in villa Maltese. Tenente dell'undicesimo reggimento bersaglieri morì per le ferite riportate combattendo da valoroso nella campagna di Libia.



Ferrero Guglielmo , Portici 21 luglio 1871 , Mont Pelerin di Ginevra 1943

Sociologo, criminologo, storico originale. A ventidue anni scrisse con Cesare Lombroso il trattato “sulla donna delinquente”. Alla vigilia del fascismo pubblicò “la ruine de la civilisation antique” e “Roma antica2, con Cesare Barbagallo. Oppositore di Mussolini scelse l'esilio prima negli Stati Uniti e poi a Ginevra, dove dal 1930 insegnò all'università. In “grandezza e decadenza di Roma” capovolse le chiavi di lettura correnti, privilegiando l'importanza dell'economia rispetto al carisma dei cesari; gli specialisti di regime naturalmente si indignarono. Di grande rilievo anche le trilogie di romanzi storici sulla terza Roma e sul dominio napoleonico, in cui sviluppò un'altra tesi contro corrente: i Napoleoni turbano la pace, i Talleyrand ci liberano dalle paure.


Filangieri Carlo , Cava dei Tirreni 10 maggio 1784 , Portici 16 novembre 1867

Tormentata figura di combattente. Esule a Parigi, fu ferito sulla Marna nel 1805. Chiamato da Giuseppe Bonaparte nell'esercito Napoletano, vi entrò con il grado di capitano nel 1806 e raggiunse quello di maresciallo dopo le campagne di Spagna e di Russia. Uccise in duello il generale Franceschi che aveva definito bougres, brutti ceffi, i napoletani. Gravemente ferito nella campagna Murattiana del 1815, durante la restaurazione borbonica fu nominato principe di Satriano e conservò il grado che perse nel 1821 per aver partecipato ai moti. Riabilitato da Ferdinando II resse come luogotenente la domata Sicilia dal 1849 al 1855 con il titolo di duca di Taormina. Presidente del consiglio e ministro della guerra nel 1859 si dimise dopo aver tentato invano di salvare i Borboni con l'alleanza al piemonte e uno schema di statuto. Nel 1860 si rifiutò di combattere contro Garibaldi e partì per l'esilio a Marsiglia. A Portici visse gli ultimi cinque anni.



Filippo di Borbone , Portici 13 giugno 1747 , Napoli 19 settembre 1777


Il sospirato erede al trono arrivò dopo cinque femmine, quattro delle quali morte precocemente. Durante le doglie di Amalia, assistita dalla levatrice Angela Ianni Carlo III ordinò preghiere nei monasteri, raddoppiò il numero delle guardie, sospese gli imbarchi, mobilitò i dignitari e la balia porticese Anna Davina. Filippo nacque di sera e fu festa grande, re Carlo lo sollevò al balcone perchè il popolo lo vedesse mentre Portici scintillava di fiaccole, di collane d'oro e di uniformi. Il piccolo fu registrato in parrocchia con i nomi di Filippo Pasquale Antonio Gennaro Francesco Saverio, Francesco di Paola, Giovanni e Aniello. Il padrino fu lo zio re di Spagna che donò al neonato un vitalizio di quattromila piastre. Carlo regalò ad Amalia centomila ducati e le aumentò di diecimila ducati l'assegno annuale. In segno di ringraziamento per la nascita del principe regale delle due sicilie fu eretta la chiesa di S.Pasquale a Chiaia. L'allegria durò poco: ci si accorse ben presto che Filippo era era incapace di intendere; al trono salì bambino il fratello minore Ferdinando. La fine arrivò come una liberazione, quando Filippo aveva trent'anni, non si sa per il vaiolo o una febbre maligna. Ora riposa a Santa Chiara nella cappella dei Borboni.


Fiore Francesco , Napoli 1 gennaio 1889 , Portici 14 dicembre 1954

Ragioniere, proprietario di un popolarissimo bar al vasto, soprattutto autore di canzoni napoletane vestite di note da Nicola Valente, Gaetano Lama ecc.. Pubblico cinque raccolte di versi. A lungo abitò accanto all'albergo Poli: agli amici inviò nel 1939 una cartolina musicata da Donnarumma: “veniteme a truvà”, sto a Bellavista...”. L'apporto Porticese alla canzone napoletana coontinua con Vincenzo Belfiore (1924) che ha scritto numerosi testi soprattutto in collaborazione con E.A. Mario.


Formicola Gennaro , Portici 28 agosto 1827 , Portici 22 maggio 1910

Parroco poeta, pubblicò il deserto e una raccolta di liriche, si oppose alla proposta di unificazione con Ercolano, diffondendo il polemico libello “L'autonomia di Portici vendicata”.
 
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