mercoledì 18 ottobre 2017
 
 
 
VILLA SORVILLO
 Oltre i binari della Circumvesuviana, in uno spazio informe, quasi prolungamento della banchina ferroviaria, e con le case popolari costruite a ridosso, si trova villa Sorvillo; essa è così indicata dal Nocerino: "Il palazzo in appresso del fu Antonio Basile oggi della Greca è per esso molto bello, per sua struttura e stucchi, benchè per altro piccolo" è nell'atto notarile del 28 marzo 1898: "Speciosa casina composta di un intero pianterreno, appartamento al 1° piano, ed altro al 2° con cappella e annesso territorio, vigneto frutteto di moggia dieci, con comodi rurali giardino e Villa". La piccola facciata è spartita in tre spazi da lesene corinzie che al centro si abbinano contenendo il portone; due terrazze sono state ricavate mediante l'arretramento del prospetto, l'ala destra è occupata da una cappella, ora in disuso, che fu fabbricata nel 1760 e dedicata all'Addolorata; a questa data si può far risalire anche l'esecuzione della fabbrica che, per le sue modeste dimensioni e gli stucchi timidamente disegnati ma di buona fattura, si presenta come uno degli esempi più felici fra le ville minori.  Anche qui, come altrove, il prospetto posteriore conserva elementi stilistici che costituiscono la transizione fra il programma architettonico rappresentativo e la più umile permanente funzione della villa come casa di campagna. Non vi è più traccia di giardino che, a giudicare dalla descrizione nella perizia di G. B. Broggia, allegata all'atto dell'11 giugno 1784, doveva esser ampio, ricco di statue e fontane: "L'altro viale che sta dirimpetto entrando è fornito in ambedue i lati nommeno di sei pilastri di piperno scorniciati centinati e nella fine di esso, vi sta piccola prospettiva con poggio e vasca guisa di fontana "Il curioso notare, a conferma degli interessi economici che si erano creati in seguito alla costruzione della reggia, che in questa stessa perizia l'autore scrive di non poter dare un esatto valore del reddito dei palazzo, perchè esso variava ogni anno a seconda della permanenza dei reali in Portici.  La scelta della nuova residenza estiva, da parte di Carlo di Borbone, aveva sconvolto le abitudini dei nobili che già possedevano ville in questa zona, ed a tal proposito val la pena di riportare il seguente brano: "L'intendente di Portici Bernardo Voschi riceveva la nota delle persone componenti il seguito, e de'cavalli e formava una lista di proscrizione notificando ai proprietari designati, che avrebbero avuto l'onore di ricevere la tal camerista, il tal maggiordomo o un certo numero di cavalli; e i proprietari ringraziavano".
....da Ville Vesuviane del settecento di R.Pane
 
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