martedì 22 agosto 2017
 
 
 
VILLA NAVA
 Villa Nava, la più antica Villa di Portici, di stile rinascimentale, fu edificata verso il 1520 da poeta e letterato cosentino Bernardino Martirano, segretario del Regno di Napoli, per poter vivere in tranquillità, lontano dalla rumorosa capitale, sul mare, prima che il casale di Portici diventasse, nel 1539, feudo dei Carafa, nobile famiglia napoletana. La Villa fu chiamata Leucopetra, nome greco corrispondente al nostro Pietrabianca. Bernardino Martirano, che era solito ospitare simposi, feste e competizioni tra i più illustri intellettuali dell'epoca fu onorato della visita di tre giorni del grande imperatore e sovrano Carlo V, nel 1535, come ricorda l'epigrafe latina di una lapide marmorea, vicino al portone d'ingresso. Presto la celebre dimora, col suo sfarzoso ninfeo, divenne fucina di opere letterarie, antiche e scientifiche, ispirate all'amore, all'amicizia, alla cortesia e alla natura.

Decantata dagli ospiti e dallo stesso Martirano, come magnifica e nobile e da qualcuno definita "la più leggiadra e fiera ninfa marina", quest'affascinante struttura si presentava grandiosa, riccamente decorata ed inserita in un lussureggiante ambiente naturale: un giardino ed un parco, con una straordinaria abbondanza di fiori, piante ed alberi che si estendevano fino al mare, attualmente non appartenenti più alla Villa o distrutti.
L'edificio, che permetteva la visuale del Vesuvio e del Golfo di Napoli, si presentava maestoso all'esterno e fastoso, ma misurato ed elegante all'interno, ricco di opere d'arte: affreschi, tele e sculture, di notevole valore, andati perduti.
Corre l'obbligo di aggiungere che il monumento in questione era fornito di un'acqua di ottima qualità, di fontane e di statue di figure mitologiche, in prevalenza marine, andate anch'esse perdute.

Oltre all'appartamento del proprietario al piano nobile, con terrazze belvedere, ai locali della servitù a pianterreno, alle stalle in corrispondenza del cortile, la villa era dotata di una cappella, ormai inesistente, di due teatri, uno coperto, trasformato per altro uso, e l'altro all'aperto, interrato, ambedue al pian terreno, come le due garrite per le sentinelle, sempre sul cortile.

Opera d'arte scultorea, superstite, ma in una chiesa di Portici, è lo straordinario crocifisso ligneo di Giovanni Merliani da Noia, maestro incontrastato della scultura napoletana rinascimentale.
Oltre quella già citata, ricordiamo altre due lapidi, una ottocentesca presso la scala del piano nobile, un'altra dell'epoca romana, nel cortile. Degno di considerazione anche lo stemma della famiglia Martirano, situato sulla lapide romana, recentemente trafugato.
Delle mensole di piperno e la superstite campanella della cappella completano il corredo della villa.

Villa Nava fu ampliata e rimodellata nell'ottocento, come si evidenzia dalla facciata e dall'aggiunta di due piani e assunse questo nome da quello dell'ultimo unico proprietario.
(Scheda a cura del prof. Antonio Bhune - Scuola Media "Ferrero" - Portici
 
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