mercoledì 28 giugno 2017
 
 
 
VILLA MONACO
Al n. 235 del Corso Garibaldi si trova la bella e sontuosa ex villa del principe Monaco, ora di proprietà della CASA MATERNA. L'impianto architettonico della Villa è molto vario ed eterogeneo e presenta uno stile molto diffuso nel 1800. Il prospetto esterno su C.so Garibaldi, pur presentando una piacevolezza estetica è ibrido nel suo insieme. Merlature, archi acuti e decorazioni anche se sobrie e misurate fanno da schermo a tutto il complesso. La Villa, di struttura ottocentesca, è costituita da due corpi di fabbrica distinti, uno esterno ed un altro interno, in fondo al viale principale e su fronte mare. Altri corpi di fabbrica costruiti negli anni cinquanta e destinati a laboratori e dormitori per i trovatelli, hanno snaturato la parte più bella della Villa: i giardini che tuttavia restano fra i più curati e meglio conservati di Portici. Il terreno su cui sorge faceva parte del parco della celebre villa Leucopetra del Martirano, oggi confinante con essa. Da circa un secolo è di proprietà della Comunità Evangelica di Napoli che si dedica alle opere d'assistenza per l'infanzia. Essa fu fondata per caso, nell'ormai lontano1905, dal Pastore Riccardo Santi nativo di Bologna, spentosi a Portici il 15 febbraio 1961 oltre novantenne. Riportiamo qui di seguito ciò che è stato pubblicato al riguardo:
Il 12 giugno 1905, in un angolo di Piazza Nicola Amore due teneri bimbi, orfanelli, rannicchiati sul selciato, in un vicendevole abbraccio tentavano di ristorarsi e di resistere alla fame.
Quell'esigua scena che racchiudeva un'immensa tragedia fece sostare il giovane Pastore Riccardo Santi che per caso passava.
Egli ricordò la sua infanzia d'orfano. Ricordò di essere stato allevato nell'orfanotrofio di Venezia e gli parve che qualcuno dicesse: " Ciò che altri hanno fatto a te quando eri bambino, fallo tu a loro ".
Da quella sera Angelo e Rosetta ebbero una famiglia. La Comunità Evangelica di Napoli aiutò spontaneamente il Pastore Santi nella sua opera di carità e di bene, ed egli accrebbe ancora la sua famiglia di altri bambini tolti ad un duro destino.
La pianticella si sviluppò rigogliosa superando disperate situazioni in modo quasi miracoloso e resistendo con l'aiuto del Signore alla terribile bufera della prima guerra mondiale.
A loro si aggiunse ben presto un gran numero di fanciulli bisognosi di cure e di affetto. Alcuni avevano perduto ogni bene per l'eruzione del Vesuvio nel 1906, altri per il terremoto di Reggio Calabria nel 1909, altri ancora a causa della prima guerra mondiale. Il sempre crescente numero di fanciulli richiedeva più vasti locali e la famiglia di Casa Materna dimorò per parecchi anni in via Duomo fino a che, nel 1920, si trasferì nell'attuale proprietà di Portici. Per un breve tempo, a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, che distrusse in parte gli edifici, i bambini si trasferirono sulla Costa Amalfitana. Il lavoro di ricostruzione fu lento e difficile; altri edifici sorsero sotto l'impulso e l'entusiasmo dell'Avv. Fabio Santi e nel 1958 il suo sogno per la realizzazione di un vasto dormitorio per i ragazzi grandi si avverò. Quell'edificio fu dedicato alla sua memoria.
 
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