martedě 21 febbraio 2017
 
 
 
ITINERARIO SCIENTIFICO

L'ORTO BOTANICO

 L'Orto Botanico fu istituito nel 1872 da Nicola Antonio Pedicino e dal suo, allora assistente, Orazio Comes. Essi trasformarono, ma senza sconvolgere gli antichi giardini botanici, la cui sistemazione fu opera del capo giardiniere di corte Francesco Geri. Il ritrovamento dei disegni originali che hanno reso possibile l'attribuzione del parco al Geri e non al Carnevari (come da più parti si sosteneva), si deve al Prof. L. Santoro. Il progetto s'ispirò a modelli francesi che dopo la realizzazione del Notre a Versailles ebbero grande risonanza in tutta Europa. L'impianto dei giardini Botanici attuali è molto simile a quelli che rappresentava già il Duca di Noja nella sua famosa Mappa del 1775 con viali radiali, pavimentati in cotto, marmo e piperno ed ornato all'incrocio dei viali dalla fontana del Canart che inserì su un basamento, ornato di fauni e sirene, l'antica statua della Dea Flora (attualmente in restauro). La stessa sorte è toccata al celebre sarcofago romano il cui bassorilievo rappresenta la caccia al cinghiale.L'orto botanico, con il merito di Valeria Mezzetti Bambacioni che nel 1949, dopo le devastazioni dell'ultima guerra ne ebbe la direzione, è attualmente diretto dal Prof. Paolo Pizzolongo. Si è arricchito col tempo di piante rarissime, indigene ed esotiche fino a diventare fra i più importanti d'Italia.


Lo stato attuale: le collezioni botaniche

L'Orto Botanico di Portici presenta molte piante interessanti da un punto di vista non solo scientifico, ma anche estetico oltre che didattico e divulgativo. In ogni modo, nell'analisi della struttura botanica, vanno distinti gli aspetti della consistenza e qualità delle collezioni da quelli delle condizioni espositive per le quali esistono problemi d'ordine funzionale ed estetico. L'inventario delle collezioni botaniche include specie di piante superiori e felci, rappresentative di oltre 60 famiglie botaniche. La principale raccolta è quella di succulente, importante sia da un punto di vista numerico che qualitativo. Vi sono incluse molte specie, originarie del Vecchio e Nuovo Mondo, tra cui Cactacee, Euphorbiae, Apocynacee, Didieracee, Liliacee e Crassulacee. Tra le piante più belle e rare vanno segnalate le specie del Madagascar tra cui diversi esemplari dei generi Pachypodium, Euphorbia, Didierea ed Allaudia. Nell'Orto si è perfettamente ambientata la Welwitschia mirabilis, una rara pianta dei deserti sud africani. In particolare, ne sono presenti due esemplari di notevoli dimensioni, uno carpellifero ed uno staminifero, che da anni fioriscono annualmente permettendo la produzione di semi e lo svolgimento di studi anatomici e fenologici. Tra le altre specie è possibile ricordare, per l'interesse particolare o per le caratteristiche peculiari, la Primula palinuri, endemica delle coste Tirreniche, la centenaria Xanthorrea preissi delle zone aride australiane, la curiosa Testudinaria elephantipes, gli esemplari di Cycadacee, un grande individuo carpellifero di Ginkgo biloba, la spinosa Chorisia insignis, diverse conifere, palme, felci e diverse epifite.

 

Gli aspetti didattico-scientifici

Riguardo gli aspetti didattici, va subito segnalato che nonostante gli attuali oggettivi limiti logistici e funzionali ad una completa fruizione dell'Orto Botanico, ogni anno vengono effettuate un centinaio di visite da parte di appassionati e studenti di varie scuole, specialmente medie inferiori. Tali visite suscitano sempre entusiasmo e costituiscono un chiaro stimolo per la preparazione di opportuno materiale didattico di supporto. Si nota invece un certo disinteresse tra gli studenti universitari che finalizzano la visita all'Orto quasi esclusivamente alla preparazione degli esami di botanica.
S'intende quindi procedere alla creazione di una struttura didattica mediante l'allestimento di pannelli espositivi, il rifacimento delle etichette delle piante e la pubblicazione di opuscoli e guide. In particolare, si prevede lo sviluppo di materiale illustrativo sui seguenti aspetti:
-    L'ontogenesi dei principali gruppi vegetali.
-    L'evoluzione delle piante.
-    I diversi ambienti fito-climatici.
-    La convergenza evolutiva.
-    Il verde naturale, il giardino, la città.
-    La dinamica della vegetazione.
Questi punti oltre a costituire il contenuto di opportuno materiale didattico, potranno essere rappresentati come reali percorsi attraverso il giardino ed il bosco.
Dal punto di vista botanico, premessa la presenza nelle collezioni di molte entità di notevole interesse sia scientifico che estetico, va sottolineata la possibilità comunque di un significativo potenziamento della consistenza delle collezioni stesse che, in alcuni casi, sono ridotte numericamente o poco rappresentative. Un notevole incremento si vorrebbe dare, ad esempio, alle collezioni di carnivore, di orchidee, di felci e di epifite. La classificazione e l'etichettatura di tutti gli esemplari in esposizione andrà migliorata e curata con particolare attenzione in parallelo all'allestimento di pannelli didattici.
Va ribadito che i principali problemi sono legati non tanto alla qualità e consistenza delle collezioni, ma alle condizioni espositive. Queste potrebbero migliorare sensibilmente affrontando il problema del sovraffollamento di esemplari della stessa specie e risistemando al meglio settori attualmente largamente sottoutilizzati o addirittura abbandonati.
Al problema della conservazione ed esposizione degli esemplari si collega quello della insufficenza delle serre e della loro obsolescenza; in particolare le collezioni di succulente sono limitate dal ridotto spazio disponibile e dalla scarsa funzionalità delle serre. Va aggiunto che nell'Orto mancano del tutto alcuni servizi di supporto tecnico (impianti di sterilizzazione, spermoteca, ricoveri e magazzini per attrezzi e materiali vari) e che gli stessi servizi presenti (semine, vivaio, protezione invernale non rispondono a criteri organizzativi efficenti in quanto separati tra loro e frammisti alle zone da esposizione del giardino storico e delle altre serre.
..da     "Il progetto di recupero"
di Stefano e Donatella Mazzoleni
L'ORTO BOTANICO DI PORTICI ed.Soncino 1990

 

ISTITUTO ZOOPROFILATTICO

 Nel cuore di Portici, in Via Salute, su di un'area di circa 20 mila mq. che originariamente faceva parte del Parco Monumentale della Reggia Borbonica, sorge l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Fondato nel 1908 come 'Stazione Sperimentale per la patologia e la profilassi delle malattie infettive degli animali", da quasi 90 anni l'Istituto persegue scopi di pubblico interesse che si realizzano nel settore dell'assistenza tecnica agli allevatori per la lotta alle malattie trasmissibili dagli animali all'uomo e nel campo dell'igiene degli alimenti di origine animale destinati all'uomo.

LE FUNZIONI E GLI SCOPI ISTITUZIONALI
Intense, soprattutto, la lotta e la prevenzione delle frodi alimentari su di un territorio particolarmente esteso, quale quello delle regioni Campania e Calabria sul quale lo Zooprofilattico di Portici esercita la sua competenza.
Questi, nel dettaglio, i compiti istituzionali:
1)     ricerca sperimentale sull'eziologia, patogenesi e profilassi delle malattie infettive e diffusive degli animali;
2)     servizio diagnostico delle malattie degli animali e delle zoonosi;
3)     accertamenti analitici e supporto tecnico-scientifico ed operativo necessari alle azioni di polizia veterinaria ed all'attuazione dei piani di profilassi, risanamento ed eradicazione;
4)     ricerca in materia di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, supporto tecnico scientifico ed operativo per le azioni di difesa sanitaria e di miglioramento delle produzioni animali;
5)     supporto tecnico, scientifico ed operativo all'azione di farmaco-vigilanza veterinaria;
6)     sorveglianza epidemiologica nell'ambito della sanità animale, igiene delle produzioni zootecniche, igiene degli alimenti di origine animale, anche attivazione di centri epidemiologici;
7)     esecuzione degli esami e delle analisi necessarie all'attività di controllo sugli alimenti di 0.A. (origine animale);
8)     esecuzione degli esami e delle analisi necessarie all'attività di controllo sull'alimentazione animale;
9)     studio, sperimentazione di tecnologie e metodiche necessarie al controllo della salubrità degli alimenti di 0.A. e dell'alimentazione animale;
10)     formazione di personale specializzato nel campo della zooprofilassi anche presso istituti e laboratori di Paesi esteri;
11)     attuazione di iniziative regionali per la formazione e l'aggiornamento dei veterinari e di altri operatori;
12)     effettuazione di ricerche di base e finalizzate per lo sviluppo delle conoscenze nell'igiene e sanità veterinaria, secondo programmi e anche mediante convenzioni con universià e istituti di ricerca italiani e stranieri, nonchè su richiesta dello Stato, di regioni e di enti pubblici e privati;
13)     assolvimento di ogni altro compito di interesse veterinario che venga loro demandato dalle Regioni o dallo Stato, sentite le Regioni interessate;
14)     cooperazione tecnico-scientifica con istituti del settore veterinario anche esteri   previe opportune intese con   il MS (Ministero della Sanità);
15)     elaborazione ed applicazione di metodi alternativi all'impiego di modelli animali nella sperimentazione scientifica;
16)     propaganda, consulenza ed assistenza agli allevatori per la bonifica zoosanitaria, lo sviluppo zoosanitario e lo sviluppo ed il miglioramento igienico delle produzioni animali.

 

L'ORGANIZZAZIONE
Va da sè che una tale pluralità di funzioni richieda un'altrettanta articolata struttura organizzativa che vede l'Istituto Zooprofilattico suddiviso in Dipartimenti.
All'interno della struttura scientifica di via Salute operano ben cinque Dipartimenti ed un Ufficio direttivo, ripartiti a loro volta in diverse aree di lavoro.
Così, vuoi allocati nei vecchi corpi di fabbrica, testimoni di un antico rigore scientifico che ieri come oggi caratterizza le ricerche ivi effettuate, vuoi sistemati nelle più moderne costruzioni troviamo:
a)     Dipartimento di Chimica
b)     Dipartimento d'Ispezione degli alimenti,
c)     Dipartimento Diagnostico Territoriale. Produzione ed Igiene Zootecnica,
d)     Dipartimento di Sanità Animale,
e)     Dipartimento Amministrativo,
f)      Ufficio della Direzione

 

ENEA

 Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente
Centro Ricerche Portici

Energia
Fonti rinnovabili

Nel Centro di Portici sono concentrate le attività di ricerca e sviluppo sui materiali e sui disposistivi fotovoltaici, alternativi al silicio cristallino, e sui sistemi ed applicazioni innovativi. Le attività tecnologiche sono preminentemente concentrate sulla realizzazione di celle e moduli a film sottile basati, in particolare, sul silicio amorfo e le sue leghe, e su nuove strutture ad eterogiunzione di silicio amorfo su silicio cristallino.
Il programma di ricerca e sviluppo sul silicio amorfo è molto articolato ed opera essenzialmente su tre principali linee di attività:
1. ricerca di base su materiali e celle fotovoltaiche a film sottile
2. studio ed ottimizzazione del processo di realizzazione di moduli fotovoltaici da 900 cm2
3. studio e modellistica dei disposisitivi fotovoltaici e della degradazione indotta dalla esposizione alla luce del silicio amorfo (instabilità)
Per lo svolgimento delle attività di ricerca fondamentali, basate sulla caratterizzazione dei singoli strati e delle celle fotovoltaiche, sono installati due impianti di deposizione multicamere a "scarica a bagliore" capaci di deporre film semiconduttori su substrati di 100 cm2 di varia natura (vetro, metallo, ceramica). Inoltre, per il completamento della struttura dei dispositivi, sono disponibili tre sistemi per la deposizione via "evaporazione" e "sputtering" di contatti metallici e di ossidi trasparenti e conduttori.
Per la realizzazione dei moduli integrati di larga area è installato un reattore a singola camera sempre a "scarica a bagliore" capace di depositare contemporaneamente su due substrati da 900 cm2 inseriti verticalmente.
La deposizione dei contatti metallici e degli ossidi trasparenti e conduttori avviene in un sistema di sputtering di larga area predisposto per depositare fino a tre tipi di materiali differenti.
Il processo di fabbricazione integrata ha richiesto, per il taglio selettivo dei film sottili, l'installazione di una stazione di laser-scribing provvista di due laser di media potenza che emettono da 1064 a 532 nm.
L'attività di caratterizzazione e studio della degradazione indotta dalla luce si avvale di un "parco" di tecniche di misura sia ottiche che elettriche. In particolare sono disponibili simulatori solari e banchi ottici per sofisticate misure automatizzate su materiali e dispositivi fotovoltaici.
L'obiettivo dei programmi di ricerca è di mettere a punto celle con una efficienza stabile nel tempo superiore al 13% e moduli di piccola e grande area con efficienza superiore all'8%.
La ricerca sulle celle ad eterogiunzione di silicio amorfo su silicio cristallino, mira alla realizzazione di celle in cui il materiale attivo è il silicio cristallino mentre per la realizzazione della giunzione e degli strati di contatto si ricorre all'uso della tecnologia a bassa temperatura, tipica del silicio amorfo.
Questa tecnologia "ibrida" può portare ad una semplificazione del processo produttivo delle celle e dei moduli e, quindi, ad un abbattimento del costo del kWh fotovoltaico.
Le attività nel settore applicativo sono indirizzate all'ottimizzazione dei sistemi fotovoltaici con particolare attenzione a quelle applicazioni innovative che possono avere una diffusione nell'area mediterranea e alla caratterizzazione e sperimentazione dei singoli componenti, tra cui il modulo fotovoltaico.
Le attività di dimostrazione e sperimentazione di impianti fotovoltaici di piccola e media taglia connessi alla rete viene svolta nell'Area Sperimentale di Monte Aquilone, Manfredonia (FG). Tale sito è parte integrante, sia dal punto di vista tecnico-scientifico che da quello gestionale, del Centro di Portici.

 

Il sostegno agli Enti di ricerca
Tra i compiti del Comune vi è quello di contribuire al miglioramento della qualità della vita cittadina anche attraverso la promozione della ricerca e dell'innovazione scientifica.  Tale obiettivo è stato perseguito dall'Amministrazione con il sostegno e la collaborazione con i Centri di ricerca presenti  sul territorio.

ENEA e architettura bioclimatica
Rispetto della qualità ambientale, riduzione dell'inquinamento, sfruttamento di risorse energetiche alternative, utilizzo di materiali ecocompatibili, tematiche promosse grazie ad una serie di inziative condotte con il Centro Ricerche dell'ENEA di Portici.
Il 22 maggio 1998 la Città ha ospitato il convegno europeo "Verso un Codice urbanistico-architettonico delle Amministrazioni Pubbliche per lo sviluppo sostenibile: proposte e problemi" organizzato dal Centro Nazionale Architettura Bioclimatica dell'ENEA in collaborazione con l'istituto Nazionale di Architettura.
Il Convegno è stata la sede per la presentazione del Codice di Autoregolamentazione delle Amministrazioni Pubbliche italiane a sostegno della qualità energetico-ambientale degli edifici.
Esso disciplina la costruzione di edifici bioclimatici, ossia realizzati con tecniche architettoniche di terza generazione che, valorizzando le caratteristiche ambientali ed energetiche delle costruzioni, consentono risparmi di energie e una riduzione delle emissioni inquinanti.
Il Comune, sensibile alle problematiche ambientali e di ecocompatibilità, ha, non solo sostenuto il convegno, ma ha anche adottato il Codice, approvando così una serie di raccomandazioni cui dovranno attenersi sia i privati che le ditte appaltatrici di lavori pubblici per il rispetto della qualità ambientale.

Attualmente sono in corso incontri tra il Comune e l'ENEA finalizzati alla stipula di un protocollo di intesa per la realizzazione di progetti di sperimentazione, sul territorio comunale, delle ricerche condotte dal Centro del Granatello finalizzate al risparmio energetico.

 

FACOLTA' DI AGRARIA DELL'UNIVERSITA' DI NAPOLI

 Nel 1865, il Dottore in Agraria Carlo Ohlsen propose al Consiglio Provinciale di Napoli l'acquisto di un immobile da destinare ad Istituto Superiore di Agricoltura. La Provincia di Napoli iniziò, così, le trattative per l'acquisto della Tenuta Reale di Portici con la Direzione Generale del Demanio e Tasse cui era passata la stessa dopo la partenza definitiva di Francesco II. Contemporaneamente, anche il Comune di Portici era interessato all'acquisto della Tenuta per fondarvi una Scuola Pratica per contadini. Le trattative per la vendita proseguirono a vuoto per molto tempo, ma quando nel 1868 fu annunciata l'intenzione di istituire a Milano una Scuola Superiore di Agricoltura il progetto dell'Amministrazione Provinciale di Napoli riapparve e il Consiglio Comunale di Portici vi si associò. Dopo numerosi ostacoli, con l'approvazione di un'apposita legge firmata dal Re il 3 luglio 1871, Provincia e Demanio fissarono in 720.000 lire il prezzo definitivo per la vendita della Tenuta; "la legge sanzionava semplicemente la vendita della Tenuta però nella relazione è detto che essa veniva proposta alla Camera perchè la Provincia di Napoli voleva valersi di quella proprietà per la fondazione della Scuola Superiore: questo fatto, quindi, e quello della compera da parte della Provincia hanno tra loro un nesso tale per cui il secondo non sarebbe avvenuto senza il primo".
La Scuola Superiore di Agricoltura di Portici fu istituita con Decreto del 14 gennaio 1872 e a carico del suo bilancio fu fondata anche una scuola per contadini con sede nel Parco Gussone.
Nell'anno 1873 furono istituiti i primi corsi, nell'anno accademico 1893-94 il corso di studi passò da tre a quattro anni e nello stesso anno la scuola assunse la denominazione di Istituto Superiore Agrario. Nell'anno accademico 1935-36, in seguito al passaggio al M.P.I., l'Istituto assunse l'attuale nome di Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli.
Oggi la Facoltà offre tre corsi di laurea (Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie alimentari, Biotecnologie - indirizzo Biotecnologie agrarie e vegetali), due corsi di Diploma Universitario (Produzioni Vegetali, Tecnologie Alimentari) e vede operativi otto dipartimenti.
La stessa è stata frequentata, come docenti, da personalità illustre quale Francesco Saverio Nitti, poi Presidente del Consiglio, Oreste Bordiga, uno dei padri nobili del comunismo italiano, Orazio Comes, botanico di fama mondiale, Filippo Silvestri, fondatore di una scuola entomologica ancor oggi apprezzata in tutto il mondo, Manlio Rossi Doria, insigne economista e l'agronomo Emanuele De Cillis.

....da "Azione Sociale" maggio 1999
Dott.Paolo Mori

 

L'OSSERVATORIO VESUVIANO

 Della necessità di creare un osservatorio vesuviano, s'incominciò a parlare, da parte di scienziati italiani e stranieri, sin dall'inizio dello scorso secolo, e fu  nel 1806 che l'Accademia delle Scienze di Napoli, ne chiese ufficialmente l'istituzione. Nel 1823, Teodoro Monticelli e Nicola Covello scrissero testualmente: "Se uomini istruiti vegliassero in un osservatorio meteorologico vulcanico a notare tutte le vicende del Vesuvio, la fisica vulcanica ne diverrebbe pi˘ estesa e men tenebrosa"; fu il ministro degli interni Nicola Santangelo, in occasione della fondazione, a Napoli, di un conservatorio di arti e mestieri, che riuscì a far entusiasmare il re Ferdinando II a un suo progetto per l'istituzione dell'osservatorio.
Da più parti fu fatto il nome di Macedonio Melloni, scienziato di fama europea che era stato docente di fisica all'università di Parma e che dal 1831 si trovava, per motivi politici, in esilio a Parigi.
Il 4 marzo 1839 Re Ferdinando II approvò la nomina di Melloni a direttore. Si legge nel verbale della seduta del consiglio di Stato: " Il signor Macedonio Melloni di Parma ha offerto i suoi servigi come professore di fisica al Re N.S. ed i più insigni scienziati che vanti oggi l'Europa, fra i quali basterebbe citare un Humboldt ed un Arago, nel rendere al merito di lui solenne e nobilissima testimonianza, lo raccomandarono caldamente alla Maestà Sua. Il signor Melloni, che a giudizio dell'Humboldt, è ora il primo fisico del continente, deve in spezial modo la sua celebrità alle acute ed ingegnose investigazioni sull'elettromagnetismo. E poichè non avvi forse altro Stato che abbia così gran numero di vulcani, o estinti o in attività, sarebbe oltremodo necessario fondare in Napoli un istituto meteorologico, specialmente oggi che il magnetismo terrestre occupa le menti di quanti danno opera agli studi della fisica generale del globo. Anche questo incarico assai utilmente sarebbe affidato al signor Melloni". Il 10 luglio 1839, Melloni prestò giuramento di fedeltà al sovrano.
Insieme con l'architetto Gaetano Fazzini, Melloni dopo una attenta esplorazione delle pendici del Vesuvio, scelse una  località  a 630m.sul mare e a 2200 m in linea d'aria dal cratere: il costone della collina del San Salvatore o Monte Canteroni, un luogo difficilmente raggiungibile dalla lava perchË protetto dal vallone della Vetrana, dal famoso Sciariglio e dalla Fossa Grande. Acquistato il suolo per 130 ducati, furono poi stanziati, il 4 settembre 1841, i fondi per la costruzione dell'edificio, come si legge sulla lapide murata sul frontone dell'Osservatorio:                     

FERDINANDO II REGE
AB INCHOATO EXTRUCTUM
ANNO MDCCCXXXXI

Altri fondi furono erogati per l'apertura della strada che da Pugliano, avrebbe condotto all'osservatorio stesso. A causa delle avversità geologiche, i lavori si protrassero per quattro anni e la cerimonia ufficiale di inaugurazione ebbe luogo il 28 settembre 1845, in occasione del VII Congresso degli Scienziati  a Napoli anche se il documento di consegna fu redatto il 16 marzo 1848. Si erano spesi complessivamente 71.268,68 ducati, ma la palazzina, in stile neoclassico di un bel colore rosso pompeiano, risultò quando mai funzionale, solidissima per i grossi muri rinforzati da rampini di rame, e dotata di strumenti modernissimi per quell'epoca che lo stesso Melloni aveva acquistato a Parigi nel 1847. Sarà da questo osservatorio che verranno studiate ben sette importanti eruzioni, quella del 1858, quella del 1861, quella del 1871-72, quella del 1895-1896, quella del 1906, quella del 1929 e quella del 1944.
Destituito, dopo i moti politici del 1848, per le sue troppo palesi simpatie verso i liberali, Macedonio Melloni si ritirò a Portici nell'attuale Villa Vergara in Via Amoretti, ove morì di colera nel 1854. "La direzione passò nel 1855 a Luigi Palmieri, che la mantenne fino al 1896. Dal 1903 al 1909 direttore fu Raffaele Matteucci, dal 1911 al 1914 Giuseppe Mercalli, dal 1927 al 1935 Alessandro Malladra. Fu poi il turno di Giuseppe Imbò che la tenne fino al 1970".

 

IMAST

E’ un moderno Corporate Research Centre , nel quale le piu’ grandi aziende italiane, l’Universita’ e gli Enti Pubblici di Ricerca, conducono insieme attivita’ di ricerca nel settore dell’ingegneria dei materiali polimerici e compositi. L’ IMAST opera come una holding di laboratori industriali e pubblici e crea gruppi misti di ricercatori pubblici e privati su specifici progetti di ricerca. Obiettivi: Raggiungere l’eccellenza  internazionale nella ricerca; Attrarre e formare i talenti; Promuovere nuova imprenditorialita’ tecnologica.
 

 

CRIAI

E’ un Centro di Ricerca e formazione sulle tecnologie dell’ informatica e delle tele- comunicazioni promosso dall’Universita’ degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con partner industriali. E’ un’esperienza pubblico / privato nata  per svolgere programmi di ricerca di respiro nazionale ed europeo che coinvolgono realta’ accademiche ed industriali. Il CRIAI opera per avvicinare il mondo accademico campano al sistema delle PMI regionali e per facilitare il trasferimento di tecnologie verso il territorio.

 

CNR -IPP

La sezione di Portici dell’Istituto per la Protezione delle Piante nasce nel 1995 come Centro Studio CNR e l’Universita’ di Napoli Federico II , Dipart.di Entomologia e Zoologia agraria ed Istituto di Patologia Vegetale. Nel 2001 il CETELOBI confluisce nell’ IPP insieme all’Istituto per la Patologia degli alberi Forestali di Firenze ed al Centro di Studio sulla Micologia del terreno di Torino.

 

CNR -IGV

L’Istituto di Genetica Vegetale  ( IGV) e’ un Istituto nazionale del CNR con sedi a Bari, Perugia, Firenze, Palermo e Portici. Quest’ultima sede e’ da anni impegnata in progetti  di ricerca di genetica e miglioramento genetico di specie ortive e floricole di grande importanza per il Sud Italia , tra cui pomodoro, patata, tabacco, carciofo e Aster, affiancando le biotecnologie avanzate ai metodi tradizionali.

 

CAMPEC

E’ una societa’ consortile attivata con l’obiettivo di costituire il punto di riferimento dell’ impresa, specie quella meridionale, operante nel comparto delle materie plastiche e dei compositi e di rappresentare il momento di collegamento tra ricerca accademica, ricerca applicata ed impresa, costituendo un’efficace saldatura tra attivita’ scientifica e le esigenze del settore industriale, pilotando l’offerta della ricerca verso la domanda e viceversa.
 

 
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