mercoledì 28 giugno 2017
 
 
 
PALAZZO SERRA DI CASSANO
 Il palazzo del duca Serra di Cassano fu costruito nel 1755, ampliando un preesistente fabbricato di modeste dimensioni.  L'esedra antistante l'edificio, ottenuta demolendo alcune vecchie case e allargando sia la piazzetta che la strada carrozzabile di fronte (l'attuale viale Cassano), non è ancora tracciata nella pianta del duca di Noja del 1775.  La creazione dell'esedra fu voluta per consentire una visione frontale del lungo corpo di fabbrica, che presenta un prevalente sviluppo longitudinale.
Non si conosce con esattezza il nome del progettista, secondo B. Ascione fu l'architetto Ferdinando Sanfelice, mentre Fiengo lo ritiene opera di Giuseppe Astarita.
Il fabbricato, un tempo circondato da un vasto giardino e un boschetto, appartenne alla famiglia Serra di Cassano fino al 1881, quando il marchese di Strevi, Don Francesco Serra, figlio di Luigi duca di Cassano, lo vendette al Liceo Ginnasio e Convitto Nazionale di Lucera.
La lunga facciata, scandita da un ordine unico di lesene composite, accoglie due piani; l'aggiunta successiva di un terzo, i cui balconi poggiano direttamente sul cornicione poco aggettante, ha alterato il primitivo rapporto tra altezza e larghezza. La zona centrale, sottolineata dal raddoppio delle lesene, così come le due estremità laterali, accoglie l'unico portate d'ingresso.  Superato tale portale si accede a un doppio atrio coperto a volta, seguito da un cortile rettangolare terminante con una esedra.  Una profonda serliana, aperta nello spazio curvilineo dell'esedra, collega con il giardino retrostante.
Attualmente il giardino è occupato da moderne palazzine, ad eccezione di una piccola parte coltivata ad agrumeto e a orto.
Sulla facciata si apre anche l'ingresso alla piccola cappella, dedicata all'Assunta. All'interno la cappella presenta una decorazione a stucco e un mosaico pavimentale a tasselli gialli e verdi con lo stemma dei Cassano.  Costruita, secondo il Nocerino, nel 1749, fu solo successivamente incorporata all'edificio.  Presenta, lungo le pareti, dei piccoli ambienti nascosti, che consentivano ai proprietari di assistere alle funzioni dall'interno del palazzo.
L'edificio ospita dal 1941 un Istituto di religiose.
Costoro riuscirono, con grandi difficoltà, a far sgomberare i cittadini che, durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si erano rifugiati nel palazzo.  Gli occupanti, perù, distrussero o si appropriarono di una buona parte delle opere d'arte, per cui le collezioni, di quadri di stampe nonchÈ la preziosa biblioteca dei duchi di Cassano sono tesori ormai irrimediabilmente perduti.
Si racconta che dai sotterranei del palazzo, oggi non più accessibili, partiva una galleria che collegava Portici con Pompei.
Scheda a cura dell'I.P.S.C.T.  "F.S.NITTI" di Portici
 
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