martedì 21 febbraio 2017
 
 
 
VILLA BUONO
 L'impianto originale è riscontrabile nella pianta del duca di Noja del 1775. Il luogo, a quell'epoca, era caratterizzato da un compatto fronte edificato da tre palazzi verso il mare, mentre sul fronte opposto si trova rappresentata l'esedra ed altri due palazzetti, di cui il secondo con un piccolo giardino alle spalle. L'ampia curva, che si svolge tra due pilastri simmetrici, decorati da mascheroni, fu tagliata sulla destra, nel 1893, per l'apertura della Strada Nuova di Bellavista (oggi Via Diaz). Negli anni cinquanta, il rimanente dell'esedra, sul lato destro, fu ulteriormente modificato per dar luogo, sul suolo dell'abbattuta villa del principe di Corigliano, alla costruzione di un nuovo fabbricato, e solo grazie all'intervento della Soprintendenza fu salvata la colonna con il mascherone. Nel 1962, parte del palazzo, per lo stato di abbandono e fatiscenza, crollò dando luogo ad un episodio luttuoso, a causa del quale ne fu deciso il totale abbattimento. Rimane così orfana l'esedra, che include la cappella e le dimore della servitù insieme con alcuni frammenti del palazzo, rintracciabili nei muri di confine dell'edificio che ne ha preso il posto. Al palazzo si accedeva attraverso due portoni, passando per un ampio cortile ed un giardino di particolare bellezza, sul quale si affacciavano, sul lato sinistro, le scuderie; seguendo due ampi stradoni, corrispondenti ai portoni d'ingresso, si arrivava ad un secondo giardino destinato ad orto, posto al livello inferiore e terminante in un altro all'inglese, dove vi era una vasca circolare con gruppo marmoreo alle cui spalle un magnifico "Cafehouse", tanto alla moda a quei tempi, dava sul mare a pochi metri. L'esedra è costituita da un basso corpo di fabbrica, scandito da un unico ordine di lesene che incorniciano le aperture dei due piani che la compongono. La cornice, elemento terminale che corre lungo tutta la fabbrica, ne segue l'andamento. Il prospetto della Cappella, sporgente rispetto alla curva dell'esedra, quasi si raddoppia nell'altezza, attraverso un secondo ordine di pilastri, e presenta una meridiana al centro, stemma gentilizio con ornamenti superiori e diversi rilievi in stile barocco. Vi si accede tramite due scalini di pietrarsa, con colonnette di identico materiale, scorniciate ed intagliate. In ciascuno dei due sporti laterali vi sono, nel primo ordine, un finestrone centinato sotto e sopra con mostra di pietrarsa, cancello di ferro e telaio in vetro; in quello superiore si evidenzia un finestrone circolare con finestra circolare e mostra in stucco. Il portale d'ingresso è molto semplice, sempre in pietrarsa sormontato da un finestrone centinato e disegnato con giochi di controcurve tipicamente barocche, ma senza eccessivi sfarzi. In corrispondenza dell'altare vi è l'abside con frontone ellittico. Il presbiterio Ë delimitato da uno scalino in marmo bianco con andamento curvilineo. L'altare vero e proprio ha due scalini innanzi e una predella di marmo bianco, come l'altare, scorniciato in giallo di Siena come i rilievi. Al centro, il ciborio con base superiore per sostenere la croce. Al di sopra la pala d'altare raffigurante la Vergine delle Grazie (opera del Cestari), incorniciata in marmo giallo e controcornice di legno intagliato ed indorato a mistura.Il soffitto è una volta a scodella di fabbrica, rivestita in stucco con diversi ornamenti, rilievi, foglie scorniciate, in stile barocco.Ai due cortili del complesso si accede attraverso altrettanti portali in pietrarsa ad arco ribassato, all'interno dei quali si affacciavano cinque bassi, una grande rimessa d'angolo ed una stalla.
Scheda a cura del Liceo Scientifico "F.Silvetri di Portici
 
< Prec.   Pros. >

 

 
HOME
SERVIZI
PREZZI CAMERE
OFFERTE
DOVE SIAMO
COME RAGGIUNGERCI
CONTATTACI
TUTTO SU PORTICI
CERCA ITINERARIO
LINK UTILI
NEWS
FOTOGRAFIE DI PORTICI
DICONO DI NOI
 
Bed and Breakfast a Portici VILLA QUARANTA - Corso Garibaldi 273, 80055 Portici (Na) | TEL 081.6070568 | MOBILE 349.6674574
EMAIL :info@villaquaranta.it | P.IVA 05378891211 | web marketing | SITEMAP