lunedì 23 ottobre 2017
 
 
 
PALAZZO BAGNARA
 Il palazzo è tra gli edifici più antichi di Portici. Fu fatto costruire nel 1720 da Paolo Ruffo duca di Bagnara, secondo il De Dominici su progetto di Ferdinando Sanfelice. Attualmente è diviso tra diversi proprietari come testimoniano i nomi riportati sui portoni d'ingresso ai numeri 61,73,85.

La facciata lungo il Corso Garibaldi conserva ben poco dell'antico splendore, anche a causa delle trasformazioni ottocentesche volute da Vincenzo Ruffo duca di Bagnara, come ricorda una lapide posta sulla parete destra dell'androne del n. 73. Come per la maggior parte delle ville vesuviane, anche in questo caso la posizione dell'edificio rispetto alla strada ripete quella del palazzo cittadino: il corpo principale sorge direttamente sul margine della via, stabilendo un contatto diretto con essa sia al piano terreno, tramite l'apertura del portale, sia al piano superiore grazie alla presenza dei balconi.Alle spalle si estendeva l'area del giardino, alla quale si accedeva attraverso una serie di spazi, disposti secondo la sequenza: androne - cortile - giardino. Grazie a tale disposizione l'edificio conservava sia il rapporto con le ville vicine e con la vita della strada, sia il rapporto con il verde, presentando contestualmente prerogative di palazzo cittadino e di villa.Superato il portale del n. 73, sormontato dallo stemma della famiglia Ruffo, si accede ad un androne coperto da una volta a botte cassettonata a motivi geometrici esagonali e romboidali. Al termine dell'androne, sulla parete sinistra, vi è una lapide eretta per commemorare la costruzione dell'edificio. Come sottolinea Beniamino Ascione, la data 1521, posta in fondo alla lapide, è errata, poichè Paolo Ruffo e sua moglie Alfonsina vissero tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo. Sulla parete destra vi è la lapide posta da Vincenzo Ruffo a memoria delle trasformazioni subite dall'edificio nel XIX secolo.Il cortile Ë recintato da due muri curvilinei; sul lato sinistro è disposta una rampa che conduceva alle antiche stalle, mentre al centro partiva il viale d'accesso al giardino. Quest'ultimo, originariamente, giungeva fino al mare, dove sorgeva anche un finto castello rustico, demolito nel 1942 per far posto ad una batteria contraerea. Al termine di una scala di tufo, ad un livello molto più basso di quello del terreno circostante, si trovava la famosa fonte d'acqua potabile, uno delle quattro esistenti a Portici.Attualmente, l'area un tempo occupata dal giardino è stata distrutta e lottizzata e nel luogo dove sorgeva l'antico castello vi è ora l'istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici. La facciata interna, molto rovinata, lascia solo intuire i segni dell'antico splendore. La terrazza del piano nobile, che doveva essere posta in corrispondenza del salone delle feste, disponendosi lungo l'intera lunghezza dell'edificio, consentiva di godere di una splendida visione panoramica del giardino e del golfo.
Scheda a cura dell'I.P.S.C.T. "F.S.NITTI" di Portici
 
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