martedì 22 agosto 2017
 
 
 
IL PORTO
 ..da Portici, notizie storiche di B.Ascione
Alle spalle del macello comunale, in riva al mare, nel luogo così detto Capo del Fico, esisteva un piccolo forte detto del " Granatello ", di cui non esistono più neanche i pochi ruderi, sepolti o lambiti dal mare, che si potevano vedere fino ad una quarantina d'anni fa.  La sua costruzione ebbe inizio nel 1738 e terminò il 15 febbraio 1739.  Esso fu costruito per difendere Palazzo Reale, che si trovava a circa un miglio di distanza, su disegno dell'ingegnere spagnolo D. Francesco Lopez Barrios, comandante il corpo del genio militare; era di forma triangolare ed un "rivellino" ne difendeva l'ingresso.
Il generale Matteo Scalfati nelle sue " Memorie storiche " pubblicate nel 1774 scrive testualmente: " Non lungi dalla Città di Napoli è posto sulla riva del mare, in un luogo del territorio di Portici detto il Granatello, un Fortino, che ha le principali sue batterie al mare stesso dirette, e che in un gomito fatto ad angolo ottuso si ha un'opera dentata, che domina tutto il lembo d'arena, che le sta vicino, accetto quel lido, che dopo il Ponte di Jace continua fino al Baraccone; poichè si avvalla.  Questo lido termina in una punta formata da un'antica vesuviana lava, e dopo un piccol seno sporge in fuora con un'altra punta consimile, sopra la quale è situato un altro Fortino di mare, detto la Batteria di Calastro.  La torre di questa Fortezza fu fatta sotto Carlo V nel secolo XV, in cui furon fatte dell'altre simili in varie parti del lido di questo Regno conforme raccontano i nostri Storici.  I muri, che la chiudono, il fosso, e lo spalto le furono aggiunti, quando l'anno 1702 Filippo V dimorò in Napoli, come si sa per costante tradizione.  Intorno all'anno 1743 mentre qui regnava il gloriosissimo Re Cattolico, si aggiunsero alla medesima Fortezza, colla, direzione dell'ingegnere militare D. Pietro Bardet, il rivellino, è la controgguardia.
Dopo un tratto di non più di quattro cento passi, o circa viene la Torre del Greco, di cui un vecchio grand'edificio, chiamato volgarmente il Castello, signoreggia l'anzidetto Fortino di Calastro, come quello, ch'è posto sopra un'eminenza.
Questa è la situazione dei luoghi; che formano le pertinenze del Granatello, i quali luoghi comunicano per un braccio d'arena, che il mare frangendovi lambisce, e che posson anche comunicare per la strada regia, nella quale si monta per un dolce pendio pieno di strette, alcune delle quali mettono capo in una di mezzo, che porta al largo del Granatello medesimo.
Il fortino del Granatello dominava la rada di Portici e la sua presenza fece classificare questo comune "piazza forte di quarta classe ".
Ma già prima di erigere il forte del Granatello, era stato eretto nel 1520, alle Mortelle, dove poi fu costruito il nuovo forte, un castelletto per proteggere Portici dalle incursioni dei saraceni e degli arabi; ed un'altra torre fu eretta, per la stessa ragione, nel 1720, in riva al mare, per proteggere il palazzo Bagnara. A quest'ultima torre, prima di essere completamente distrutta, al principio di questo Secolo era stata adattata nell'interno una calcara.
Un'altra batteria era piazzata sulla rada di Pietrarsa e a proposito di questa batteria, negli Annali Civili del 1853, si legge: "Comunica collo stabilimento un sporto sul mare dove è piazzata una batteria di 22 pezzi da costa da 36 e 2 da 12 a difesa di possibili ostili insulti nella nostra rada, batteria di gran lunga migliorata e sostituita a quella che già fortificò Pietrarsa.  Alle spalle della batteria sono istallati i magazzini blindati per munizioni ".
Lo Scalfati dice anche che, prima della costruzione del forte alle Mortelle, in quel luogo si lavorava per estrarre la lava per la costruzione dei porti d'Ischia, Procida, Miseno e Napoli.
Nel 1873 il fortino del Granatello fu distrutto a colpi di cannone e mediante lo scoppio di mine e le sue macerie furono trasportate a Napoli, via mare, per essere adibite alle fondamenta dell'allora costruenda scogliera di via Caracciolo di Napoli.
 
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