venerdì 24 marzo 2017
 
 
 
L'ORTO BOTANICO

 L'Orto Botanico fu istituito nel 1872 da Nicola Antonio Pedicino e dal suo, allora assistente, Orazio Comes. Essi trasformarono, ma senza sconvolgere gli antichi giardini botanici, la cui sistemazione fu opera del capo giardiniere di corte Francesco Geri. Il ritrovamento dei disegni originali che hanno reso possibile l'attribuzione del parco al Geri e non al Carnevari (come da più parti si sosteneva), si deve al Prof. L. Santoro. Il progetto s'ispirò a modelli francesi che dopo la realizzazione del Notre a Versailles ebbero grande risonanza in tutta Europa. L'impianto dei giardini Botanici attuali è molto simile a quelli che rappresentava già il Duca di Noja nella sua famosa Mappa del 1775 con viali radiali, pavimentati in cotto, marmo e piperno ed ornato all'incrocio dei viali dalla fontana del Canart che inserì su un basamento, ornato di fauni e sirene, l'antica statua della Dea Flora (attualmente in restauro). La stessa sorte è  toccata al celebre sarcofago romano il cui bassorilievo rappresenta la caccia al cinghiale. L'orto botanico, con il merito di Valeria Mezzetti Bambacioni che nel 1949, dopo le devastazioni dell'ultima guerra ne ebbe la direzione, è attualmente diretto dal Prof. Paolo Pizzolongo. Si è arricchito col tempo di piante rarissime, indigene ed esotiche fino a diventare fra i più importanti d'Italia.


Lo stato attuale: le collezioni botaniche

L'Orto Botanico di Portici presenta molte piante interessanti da un punto di vista non solo scientifico, ma anche estetico oltre che didattico e divulgativo. In ogni modo, nell'analisi della struttura botanica, vanno distinti gli aspetti della consistenza e qualità delle collezioni da quelli delle condizioni espositive per le quali esistono problemi d'ordine funzionale ed estetico. L'inventario delle collezioni botaniche include specie di piante superiori e felci, rappresentative di oltre 60 famiglie botaniche. La principale raccolta è quella di succulente, importante sia da un punto di vista numerico che qualitativo. Vi sono incluse molte specie, originarie del Vecchio e Nuovo Mondo, tra cui Cactacee, Euphorbiae, Apocynacee, Didieracee, Liliacee e Crassulacee. Tra le piante più belle e rare vanno segnalate le specie del Madagascar tra cui diversi esemplari dei generi Pachypodium, Euphorbia, Didierea ed Allaudia. Nell'Orto si è perfettamente ambientata la Welwitschia mirabilis, una rara pianta dei deserti sud africani. In particolare, ne sono presenti due esemplari di notevoli dimensioni, uno carpellifero ed uno staminifero, che da anni fioriscono annualmente permettendo la produzione di semi e lo svolgimento di studi anatomici e fenologici. Tra le altre specie è possibile ricordare, per l'interesse particolare o per le caratteristiche peculiari, la Primula palinuri, endemica delle coste Tirreniche, la centenaria Xanthorrea preissi delle zone aride australiane, la curiosa Testudinaria elephantipes, gli esemplari di Cycadacee, un grande individuo carpellifero di Ginkgo biloba, la spinosa Chorisia insignis, diverse conifere, palme, felci e diverse epifite.

 

Gli aspetti didattico-scientifici

Riguardo gli aspetti didattici, va subito segnalato che nonostante gli attuali oggettivi limiti logistici e funzionali ad una completa fruizione dell'Orto Botanico, ogni anno vengono effettuate un centinaio di visite da parte di appassionati e studenti di varie scuole, specialmente medie inferiori. Tali visite suscitano sempre entusiasmo e costituiscono un chiaro stimolo per la preparazione di opportuno materiale didattico di supporto. Si nota invece un certo disinteresse tra gli studenti universitari che finalizzano la visita all'Orto quasi esclusivamente alla preparazione degli esami di botanica.
S'intende quindi procedere alla creazione di una struttura didattica mediante l'allestimento di pannelli espositivi, il rifacimento delle etichette delle piante e la pubblicazione di opuscoli e guide. In particolare, si prevede lo sviluppo di materiale illustrativo sui seguenti aspetti:
-    L'ontogenesi dei principali gruppi vegetali.
-    L'evoluzione delle piante.
-    I diversi ambienti fito-climatici.
-    La convergenza evolutiva.
-    Il verde naturale, il giardino, la città.
-    La dinamica della vegetazione.
Questi punti oltre a costituire il contenuto di opportuno materiale didattico, potranno essere rappresentati come reali percorsi attraverso il giardino ed il bosco.
Dal punto di vista botanico, premessa la presenza nelle collezioni di molte entità di notevole interesse sia scientifico che estetico, va sottolineata la possibilità comunque di un significativo potenziamento della consistenza delle collezioni stesse che, in alcuni casi, sono ridotte numericamente o poco rappresentative. Un notevole incremento si vorrebbe dare, ad esempio, alle collezioni di carnivore, di orchidee, di felci e di epifite. La classificazione e l'etichettatura di tutti gli esemplari in esposizione andrà migliorata e curata con particolare attenzione in parallelo all'allestimento di pannelli didattici.
Va ribadito che i principali problemi sono legati non tanto alla qualità e consistenza delle collezioni, ma alle condizioni espositive. Queste potrebbero migliorare sensibilmente affrontando il problema del sovraffollamento di esemplari della stessa specie e risistemando al meglio settori attualmente largamente sottoutilizzati o addirittura abbandonati.
Al problema della conservazione ed esposizione degli esemplari si collega quello della insufficenza delle serre e della loro obsolescenza; in particolare le collezioni di succulente sono limitate dal ridotto spazio disponibile e dalla scarsa funzionalità delle serre. Va aggiunto che nell'Orto mancano del tutto alcuni servizi di supporto tecnico (impianti di sterilizzazione, spermoteca, ricoveri e magazzini per attrezzi e materiali vari) e che gli stessi servizi presenti (semine, vivaio, protezione invernale non rispondono a criteri organizzativi efficenti in quanto separati tra loro e frammisti alle zone da esposizione del giardino storico e delle altre serre.
..da     "Il progetto di recupero"
di Stefano e Donatella Mazzoleni
L'ORTO BOTANICO DI PORTICI ed.Soncino 1990

 

A che serve oggi un Orto Botanico?

Gli Orti Botanici, per la qualità specifica del materiale "vivente" in essi ospitato, hanno nell'epoca odierna una definizione funzionale complessa: alle funzioni tipiche proprie in generale dei Musei delle Scienze (ricerca scientifica, didattica) essi uniscono oggi funzioni proprie dei Musei d'Arte. Infatti, nella condizione storica attuale, caratterizzata dall'urbanizzazione indiscriminata del territorio e dalla distruzione pressochè totale della natura, il "verde", soprattutto se rappresentato da specie insolite e rare, appare certamente un bene prezioso, minacciato nella sua stessa sopravvivenza: come di tutte quelle cose che sembrano dover appartenere solo al passato, di esso diventa allora percepibile, sempre più, quella qualità emozionale e sensibile che nel linguaggio comune viene detta "bellezza".
Proprio a causa del progressivo degrado ambientale, sempre più la funzione sociale degli Orti Botanici, attraverso questa possibilità di fruizione estetica, si allarga e coinvolge non solo gli addetti ai lavori, ma, potenzialmente, tutta la popolazione di un territorio, i cui aspetti "naturali", distrutti, o minacciati gravemente all'esterno, possono invece essere gelosamente custoditi nel recinto museale.
Gli Orti Botanici, oltre ad essere dei centri di ricerca scientifica, ormai fanno parte di una rete internazionale di istituzioni che partecipano alla conservazione di specie rare e ad un vero e proprio programma per il mantenimento della diversità biologica del pianeta. Su tali tematiche opera la IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) che è un'organizzazione fondata nel 1948 allo scopo di promuovere attività nel campo della protezione ed incremento delle risorse naturali. Dal 1984 la IUCN, in collaborazione con il WWF (World Wildlife Fund) ha avviato un programma per la conservazione delle piante. Dalla dichiarazione congiunta di queste organizzazioni in occasione del Congresso Internazionale di Las Palmas nelle Isole Canarie, nel novembre 1985, si legge: "secondo tale programma gli Orti botanici vanno integrati in una strategia globale di conservazione della natura quali strutture capaci di curare la conservazione sia ex situ che in situ, ed anche come centri di informazione, educazione ed inquadramento di tematiche ambientali". Per rendere operativo tale programma Ë stato quindi creato, a Londra presso il Kew Garden, dove opera ormai da tempo, il BGCS (Botanic Garden Conservation Secretariat) che coordina e dà assistenza a tutti gli Orti Botanici del mondo.
In termini analitici, possiamo dire che il duplice aspetto degli Orti Botanici, sia quello scientifico che quello storico estetico, si esplica ad un doppio livello: entrambe le funzioni possono essere infatti fruite a livello specialistico approfondito dagli addetti ai lavori di ricerca, ed a diversi livelli informativi e didattici da tutte le fasce sociali interessate all'apprendimento ed alla formazione permanente.
La funzione scientifica dell'Orto si esplica a livello di ricerca mediante lo studio di piante particolari, della loro morfologia e fisiologia e del loro adattamento ad ambienti differenti da quelli di origine. Inoltre un Orto svolge la funzione di un vero e proprio centro di conservazione di specie rare estinte in natura o in gran pericolo. A tal fine si effettuano spedizioni per la raccolta in natura di semi e piante e tra i vari giardini botanici si effettuano scambi per incrementare le reciproche collezioni. Dal punto di vista didattico, la possibilità di osservare parte della enorme variabilità del mondo vegetale permette una migliore comprensione degli studi tassonomici ed ecologici. I programmi didattici, inoltre, spaziano facilmente dai livelli più elementari a quelli pi˘ avanzati, universitari, e di specializzazione post-laurea passando dalla semplice possibilità di visione di piante "strane" (carnivore, epifite ecc.), alla osservazione dell'adattamento ai diversi ambienti (piante acquatiche e desertiche) alle più complesse discussioni sulla filogenesi e sulle problematiche evolutive del mondo vegetale.
..da     "Il progetto di recupero"
di Stefano e Donatella Mazzoleni
L'ORTO BOTANICO DI PORTICI ed.Soncino 1990

 

 
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